Blog&News

Dummy Photobook

Fra pochi giorni 1 Stile ospiterà una fotografa eccellente, Silvia Camporesi, in tour italiano di presentazione del suo ultimo libro, Atlas Italiae. 1 Stile conferma con questo appuntamento prestigioso la sua vocazione alla didattica e la propensione ad ospitare fotografia contemporanea di qualità. Nella città di Festivaletteratura un libro così prezioso sarà sicuramente apprezzato da molti.

Sempre in tema di libri e di fotografia mi fa un enorme piacere proporre in galleria nei prossimi mesi il progetto di Luca Panaro Dummy Photobook, un corso per appassionati e fotografi che desiderano realizzare, con la guida di un esperto, il proprio libro d’artista. I lavori arricchiranno poi la mostra itinerante che dal 2015 è il palcoscenico del progetto. Luca Panaro non ha bisogno di presentazioni ché i suoi libri sulla fotografia lo precedono. Docente a Brera, abbina alla grande competenza un gusto raffinato che sa orientare gli allievi. Stiamo preparando la giusta atmosfera per poter sviluppare un percorso che all’individualità propria del momento creativo di ognuno abbini la ricchezza della condivisione con persone simili per passione eppure diverse per metodo e storia.

Sono solo sette i posti disponibili poiché un lavoro di squadra come questo richiede di fermarsi a lungo sul progetto di ognuno. Sarai dei nostri, ospite in questa location di charme che è 1 Stile?

2-9-23 maggio / 6-20 giugno ore 15-18 

DUMMY PHOTOBOOK

a cura del prof. Luca Panaro

IL WORKSHOP Dummy Photobook si rivolge agli autori che desiderano dare forma di libro a un portfolio fotografico preesistente. Compito del workshop è quello di fornire ai partecipanti un’ampia gamma di esempi fra photobook e libri d’artista che saranno d’ispirazione alla creazione del proprio Dummy, ovvero il menabò di un libro-opera. Durante il workshop ogni autore viene assistito nelle tante scelte necessarie alla realizzazione del prodotto editoriale (formato, stampa, copertina, testi…). Il workshop è riservato a gruppi di 7 persone e si svolge in 5 incontri di 3 ore ciascuno. Gli incontri si tengono ogni 2-3 settimane in modo da consentire ai partecipanti il giusto tempo di gestazione del progetto. La partecipazione al workshop Dummy Photobook comprende aggiornamenti su esposizioni, premi dedicati al libro fotografico e contatti con case editrici di settore. Ogni Dummy realizzato durante il workshop diviene parte integrante di una mostra itinerante che si svolgerà in occasione di festival e rassegne a tema.

COSTI E PRENOTAZIONI: Costo individuale 300 euro – Iscrizioni ad hg1stile@gmail.com | 339 5836540 Sig. Mara

LA MOSTRA DEI PHOTOBOOKS

Dummy Photobook è anche una mostra itinerante di tutti i libri prodotti in occasione del workshop:

14 giugno 2015 “Centrale Fotografia”, Rocca Malatestiana, Fano

27 giugno 2015 “Festival Fotografia Contemporanea”, Ex-convento di Santa Maria, Gonzaga

29 agosto 2015 “TriestePhotoFestival”, Fincantieri Wartsila, Trieste

6 febbraio 2016 “Galleria Ceribelli”, Bergamo

Luca Panaro è nato a Firenze nel 1975 ma vive da sempre a Carpi (Modena). Insegna “Storia della critica fotografica” all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano e “Iconografia fotografica” al Politecnico di Milano sede di Piacenza. Tra i suoi libri: L’occultamento dell’autore. La ricerca artistica di Franco Vaccari (2007), Tre strade per la fotografia (2011), Conversazioni sull’immagine (2013), Casualità e controllo. Fotografia, video e web (2014),Visite brevi (2015). Ha pubblicato su Enciclopedia Treccani XXI Secolo il saggio Realtà e finzione nell’arte contemporanea (2010) e co-curato i volumi Generazione critica (La fotografia in Italia dal Duemila, 2014 e La fotografia in Europa dopo le grandi scuole, 2015 e Ad hoc, 2016).

www.lucapanaro.net

Condividi: facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedintumblrmailfacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedintumblrmail

Camporesi come Atlante

19 marzo ore 17.30

presentazione del libro fotografico

ATLAS ITALIAE

di Silvia Camporesi

fotografia di Silvia Camporesi

I bambini sanno che non si fotografa con una macchina fotografica: quando mimano l’atto di scattare con le mani davanti agli occhi, loro lo sanno. E ci sarà un giorno in cui, credo, non si userà più. Si continuerà a scattare con il cervello, con gli occhi, con l’immaginazione. Con la propria cultura ed esperienza!

Mi piace ricordare che anche Silvia Camporesi antepone il progetto allo scatto finale, anche se la sua maestria tecnica si spinge fino alla rielaborazione manuale della fotografia quando dipinge la stampa in bianco e nero con morbidi, polverosi, sfumati colori a pastello. Lei immagina e organizza il suo progetto molto prima che divenga realtà: anche questa è fotografia.

Per Atlas Italiae l’artista ha scelto una lingua antica, il tema del tempo è centrale in questo lavoro. E anche la simbologia ha un ruolo importante se ricordiamo che Atlante doveva sostenere la volta celeste e che così si chiama la prima vertebra della colonna vertebrale che ha il compito di sostenere la testa.

fotografia Camporesi

Dunque non una mappa dei luoghi abbandonati, disseminati ovunque in Italia, ma un sostegno ai luoghi e alla nostra memoria di essi. Che in questi poetici scatti rivivono, ritrovano la loro dignità anche in assenza dell’uomo. Abitati da una donna, un’artista che ricrea la realtà con un atto d’amore e di pazienza fino agli esiti finali. È la sua curiosità “bambina” a conferire presenza a luoghi che erano abbandonati e ora non lo sono più. Ridare bellezza alle cose scartate dona loro significato di testimonianza. Così tornano ad essere utili, artisticamente utili attraverso lo sguardo di Camporesi. Ecco la sua scoperta di un mondo che conserva l’impronta dell’umanità che pure non se ne cura più. Un passaggio di consegne che ha molto a che fare con l’inconscio e che per questo giustifica la fatica di un Atlante!                                                                                     Mara Pasetti

Condividi: facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedintumblrmailfacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedintumblrmail

ATLAS ITALIAE

19 marzo ore 17.30

presentazione del libro fotografico

ATLAS ITALIAE

di Silvia Camporesi

silvia camporesi, atlas italiaeSilvia Camporesi ha esplorato nell’arco di un anno e mezzo tutte le regioni italiane alla ricerca di paesi ed edifici abbandonati. Atlas Italiae (editore Peliti Associati) è il risultato di questa raccolta di immagini, una mappa ideale dell’Italia che sta svanendo. Il libro si presenta come una collezione poetica di luoghi, fondata sulla ricerca di frammenti di memoria.

Borghi disabitati da decenni che sembrano non esistere nemmeno sulle cartine geografiche, architetture fatiscenti divorate dalla vegetazione selvaggia, archeologie industriali preda dell’oblio, ex-colonie balneari decadenti che paiono imbalsamate nel tempo del “non più”. Nelle immagini dell’artista il velo dell’anonimato e del silenzio visivo si apre svelando l’anima di luoghi congelati nelle nebbie dell’amnesia generale. Qui lo sguardo di Silvia Camporesi va oltre la pura registrazione di uno stato della realtà, è indirizzato sia a cogliere la tensione silenziosa di un’Italia degli estremi sia a rivelare per la prima volta qualità liminari, inespresse, portatrici di un mistero e di un incanto.

L’autrice ne parla con Mara Pasetti.

Condividi: facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedintumblrmailfacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedintumblrmail

L’ART POUR L’ART – 1 Stile

7 – 14 – 21 marzo 2016 | ore 17.00-18.30

L’ART POUR L’ART

Come interpretare la pittura contemporanea

a cura del prof. Claudio Fraccari

Secondo ciclo: Il secondo Novecento e le neo-avanguardie

Si prosegue il percorso intrapreso nei mesi scorsi inoltrandoci nel secondo Novecento, fin quasi ai giorni nostri – ossia in un periodo in cui è ancor più difficile far collimare l’offerta artistica con la domanda percettiva. Si tratterà allora di adottare nuovi parametri fruitivi per riuscire a leggere le opere nell’ottica più corretta. 

PRIMA LEZIONE

1. Figurazione e trasfigurazione

– Il post-surrealismo di Sutherland

– Il deforme, l’informe: Francis Bacon e Lucien Freud.

2. L’informale

– Il biomorfismo di Fautrier.

– Dubuffet e l’Art Brut.

– La pittura gestuale e materica di Fontana e Burri.

– L’Espressionismo astratto: Pollock, Rothko, de Kooning.

SECONDA LEZIONE

4. Nuove provocazioni avanguardiste

– Tra pittura e scultura: i mobiles e gli stabiles di Calder.

– Il neo-dadaismo: Piero Manzoni, Rauschenberg, Johns.

– La Pop Art: Warhol e Lichtenstein.

– Iper-realismo e minimalismo: l’esempio di Gnoli.

– Antoni Tapies e l’alchimia della materia.

TERZA LEZIONE

5. Le ultime tendenze

– L’Arte Povera: Merz, Pistoletto, Pascali, Kounellis.

– Body Art, Land Art.

– Il graffitismo newyorkese: Basquiat.

– La Transavanguardia italiana: Chia, Clemente, Cucchi, Paladino.

– Gli Young British Artists: Hirst, Gilbert & George.

Costi: Min. 7 partecipanti – 60€ cad. (fatt. iva compresa) – Iscrizioni: hg1stile@gmail.com | 339 5836540 Sig. Mara

 art pour art, 1 stile mantova, 1 stile corsi, claudio fraccari

Chi è Claudio Fraccari:

Già docente di Storia dell’arte, attualmente insegna Lettere italiane e latine al Liceo “Belfiore” di Mantova. Esprime i suoi molteplici interessi (che spaziano dalla letteratura alle arti figurative e dello spettacolo) con un’intensa attività di pubblicista, saggista e conferenziere, collaborando con diverse associazioni culturali e testate giornalistiche; in particolare, dal 1993 cura la critica cinematografica per il quotidiano “La Voce di Mantova”, dal 1998 fa parte della redazione della rivista “Civiltà Mantovana” e dal 2008 è nel Comitato organizzatore del MantovaFilmFest.

Tra le numerose pubblicazioni, si segnalano: in volume autonomo, la raccolta di recensioni filmiche Appuntamenti al buio (Tre Lune, Mantova 2001) e il saggio storico-letterario Vulpes in fabula (Il Bulino, Modena 2014); in miscellanea, gli studi “Per amor di metafora”, “Le parole per dirlo” e “La chiave nella toppa” (contenuti in C. Cipolla-G. Malacarne, El più soave et dolce et dilectevole et gratioso bochone. Amore e sesso al tempo dei Gonzaga, FrancoAngeli, Milano 2006), “Camera picta e camera obscura. Suggestioni filmiche in Mantegna” (in AA. VV., Nel segno di Andrea Mantegna, Il Bulino, Modena 2006), “L’arte pittorica nel Mantovano. Autori, opere e stili dal XII al XIX secolo” (in Una provincia allo specchio: Mantova, Telesio, Milano 2009), “In praesentia, in absentia. La ritrattistica fra reale e ideale, visibile e invisibile” (in G. Malacarne, a cura di, Gonzaga. I volti della storia, Il Bulino, Modena 2015).

claudio fraccari, 1 stile mantova, corsi 1 stile mantova

Condividi: facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedintumblrmailfacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedintumblrmail

Aspettando Natale in una piccola galleria d’arte

Magari ti chiedi se, di questi tempi, sia il caso di investire un po’ di più nel valore di un regalo. Se sia meglio puntare su pochi oggetti, ma di gusto esclusivo come sono le opere artigianali ed artistiche o su cose di poco prezzo che non prosciugano il portafogli.
Anch’io mi sono chiesta se avrei potuto selezionare oggetti che non avessero un costo alto, ma che offrissero la qualità del fatto a mano ad arte e il pregio del pezzo unico. Ho scelto tra i miei artisti un numero limitato di pezzi e mi fa piacere poter offrire alla clientela di 1 Stile oggetti di alta qualità in una gamma di prezzo che va dalle poche decine di euro a qualche centinaia al massimo. Sono disegni, libri d’artista, incisioni, accessori moda, bijoux, oggetti per la casa, fotografie o piccoli dipinti di artisti conosciuti e di ottima fattura. Opere di Aurelio Nordera, Antonella Gandini, Mauro Balletti, Caterina Borghi, Barbara Del Rio, Beatrice Pastorio, Alceo Poltronieri, Benedetta Segala, Milena Giacomazzi, Sergio Sermidi…

Un dono non ha valore in quanto costoso, ma perché pensato per far felice chi lo riceve. Non so se i diamanti sono sempre i ‘migliori amici delle ragazze’, ma di sicuro io apprezzerei un oggetto unico presentato con cura. Non è mia abitudine essere invadente, ma ho sempre cercato nella mia professione di consigliare al meglio le persone, assumendomene la responsabilità, e questo scritto va in questa direzione. Venirmi a visitare e curiosare in galleria avrà il pregio di informare voi su ciò che offre 1 Stile e darà a me il piacere della vostra compagnia! Non solo a Natale però!

Condividi: facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedintumblrmailfacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedintumblrmail

Clienti come amici

Il periodo di Natale è dedicato alla nascita. Un simbolo di inizio con una forza strepitosa. La vita che ricomincia. Là sotto la terra il seme matura. E non è un caso che si festeggi intorno all’equinozio d’inverno.
Io che in inverno sono nata sento profondamente la forza di questa metafora. Perciò Natale mi è sempre piaciuto, in particolare il fatto di scambiarsi auguri e doni.
Mentre per i primi è di rigore la restituzione, per un vero dono , penso, non dovrebbe esserci nessuna aspettativa di reciprocità: è un atto di gentilezza, d’affetto, d’amore per l’altro.
Quando posso donare sono contenta e se il mio dono rende felice un’altra persona, lo sono doppiamente.

il libro
il libro

Per questo Natale nella mia galleria i clienti avranno una piccola sorpresa, un libro in dono. Una pubblicazione che parla di un eccellente artista mantovano che mi è caro: Sergio Sermidi. Edito da IL RIO ARTE, sostenuto in parte anche da 1 Stile, il libro raccoglie gli scritti critici di grandi firme dal 1967 al 2013. Questo grande lavoro di riordino è stato curato da Michaela, una delle figlie di Sergio. Mi fa piacere sia presente anche un’intervista che feci all’artista nel 2010 che testimonia l’attenzione e la stima al pittore che fu esposto in seguito, postumo, alla Galleria 1 Stile in una mostra  del 2013 con opere su carta. Mostra coeva a quella più importante della Casa del Mantegna.

 Sergio Sermidi ritratto da Mara Pasetti
Sergio Sermidi ritratto da Mara Pasetti

Tra i protagonisti dell’arte italiana del secondo Novecento e dei primi anni Duemila, Sergio Sermidi è senza dubbio una delle figure di riferimento della pittura mantovana degli ultimi cinquant’anni.
Questo libro raccoglie, ordinandoli cronologicamente, i testi scritti per il maestro dalle prime note degli anni Sessanta fino alle ultime riflessioni composte dopo la sua scomparsa.”
Un’antologia di testimonianze dove il colore così amato dall’artista viene per una volta affidato al timbro delle parole!

 Sergio Sermidi, Tecnica mista su carta, collezione privata
Sergio Sermidi, Tecnica mista su carta, collezione privata
Condividi: facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedintumblrmailfacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedintumblrmail

SEGNI E DISEGNI

ritratto con aureola
ritratto con aureola

 

 

Segni e disegni. Come l’arte mimica non ha bisogno della parola per comunicare allo spettatore un’azione o un sentimento, così accade per le piccole opere preziose di Laura Cadelo Bertrand. Allieva a Parigi del grande mimo Marcel Marceau questa signora minuta, dai lineamenti delicati, si muove con eleganza e comunica con l’osservatore già nei gesti, soprattutto con la mobilità dello sguardo.

Laura Cadelo_Invito a cena dal ragnoweb
Invito a cena dal ragno

Si diceva dell’inutilità delle parole. Spesso abusate, esse perdono la forza che solo il silenzio e la fantasia imprime loro. In un ninnolo intessuto di fili metallici riconosciamo sempre una storia, Laura non ha bisogno di materiali preziosi per esprimere preziosità. È il nostro sguardo a farlo.

Altrettanto importante è il ruolo dello spettatore davanti alle opere di Alceo Poltronieri. Ché ci deve mettere del suo, andare oltre il visibile, oltre l’apparenza delle forme riconoscibili e del colore accattivante. Deve integrare la storia con la propria. E non importa se a parlare affiora la vita vissuta, quella desiderata o il sogno. A ognuno questa forma d’arte – che del termine naif conserva solo la freschezza, la ricchezza- suggerisce un pensiero diverso perché ti pone delle domande.

fra le colonne
fra le colonne

Strettamente connesse al proprio modo di interpretare la realtà. Poetico, malinconico, ironico, colto:
Alceo Poltronieri non si lascia etichettare. E in questo mostra grande rispetto per noi e la nostra libertà.

Ho conosciuto il pittore solo attraverso il filtro di ricordi altrui e questo è un bene poiché non influenza la mia percezione della sua opera. Ma è altrettanto vero che osservare Laura mentre trasforma un pensiero in una realtà da indossare è un procedimento che sta all’alchimia come quella alla fantasia. In questa mostra prende vita uno strano matrimonio che affianca  bijoux che per una volta non lasciano nulla all’immaginazione con immagini così vere che paiono uscite da un sogno. Oppure chissà…

la coppa
la coppa
Condividi: facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedintumblrmailfacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedintumblrmail

Biennale di Venezia. Arte in un mondo globale

20151025_154936-1

L’appuntamento con la Biennale di Venezia è sempre un appuntamento emozionante. Per questa 56 esima Esposizione Internazionale d’Arte, si è pensato di far parlare tutte le lingue dell’arte e del mondo per riflettere sulla storia presente. Non solo espressione di artisti provenienti da ‘paesi forti’, per volontà del direttore artistico Okwui Enwezor che ha messo il focus sul rapporto tra le arti e la realtà di un mondo globalizzato. 89 sono le nazioni partecipanti con decine di eventi e mostre collaterali. Impossibile vedere tutto in un giorno.

pavillon suisse pamela rosenkranz,our product

Padiglione CecoSlovacco,Jirí David

La mia passeggiata comincia ai Giardini ed ho apprezzato particolarmente i Padiglioni Svizzero,
CecoSlovacco, Russo, la poetica installazione del Giappone e la forza di quella di Fiona Hall per l’Australia, la tecnologia coreana, l’ironia inglese di Sarah Lucas, il teatro all’aria aperta del francese Boursier- Mougenot.

 japan pavillon,Chiharu Shiota

Padiglione Australia, Fiona Hall

Padiglione Corea , Moon Kyungwon & Jeon Joonho

 Padiglione Francia, Boursier- Mougenot

British pavilion, Sarah Lucas

All’Arsenale scelgo le tele monumentali di Georg Baselitz, la meravigliosa installazione di sacchi di juta realizzata dal giovane artista ghanese Ibrahim Mahama e quelle molto suggestive della turca Kutlug Ataman con diecimila ritratti su micro pannelli a cristalli liquidi e dell’artista tedesca Katharina Grosse che espone  frammenti di meteoriti, detriti e stracci coloratissimi.

Georg Baselitz

Ibrahim Mahama

Kutlug Ataman

Katharina Grosse

Un discorso a parte secondo me merita il Padiglione Italia con Vanessa Beecroft che fonde aspetti della classicità con citazioni da Duchamp; con l’installazione ‘della memoria’ di Marzia Migliora che riproduce plasticamente una vecchia foto ritrovata; i cappotti scuri di Kounellis esposti su freddi binari; l’evanescenza dell’immagine proposta da Francesco Barocco; la versione contemporanea di statua equestre di Alis/Filliol e l’interpretazione di Giuseppe Caccavale del Codice Vallardi di Pisanello. Sono solo alcune opere, ma la biennale richiede tempo e sguardo. Fino al 22 novembre!

Katharina Grosse
Marzia Migliora
Alis-Filliol
Jannis Kounellis
Giuseppe Caccavale

Condividi: facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedintumblrmailfacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedintumblrmail

Cougar da marito, ovvero come ti stravolgo un significato

11008599_901777803218342_5964210387333050358_n

Ilaria Perfetti a 1 Stile in un ritratto di Giovanni Fortunati

Cougar, parola già foneticamente aggressiva, nello slang anglosassone indica donne sulla quarantina a caccia di giovanotti con cui intrattenersi, non necessariamente a briscola.

La nostra protagonista invece, pur rispettando il target anagrafico, va a caccia di signori attempati e moooolto benestanti, anzi di uno solo della categoria, da sposare e con cui sistemarsi in vista della terza/quarta età..

L’ironia di Ilaria Perfetti è dunque già nel titolo e …tramortisce. Se avete voglia di aprirvi a un largo sorriso, se sentite il bisogno di una risata liberatoria, ecco, avete trovato il vostro libro. Meglio del Prozac, con una qualità rara: questa ironia è raffinatissima e il ritmo del racconto, lo slang – qui tutto virgiliano- non è solo piacevole, ma estremamente intelligente.

cop

La copertina del libro per le Edizioni IL RIO

La protagonista incontra subito il candidato perfetto, ma non lo riconosce fino all’ultimo capitolo quando…beh non esageriamo: un po’ di sorpresa ve la lascio!

Tra la visita a una sfilata, una camminata in montagna, una serie di nuotate alla Cano, l’autrice trova il modo di presentarci una carrellata di ritratti di personaggi sopra e sotto le righe. E lei? Eugenia è sincera e schietta, anche quando fa di tutto per travestirsi. Ché il libro sfoggia un’inesauribile serie di dress code giusti per ogni occasione, rivelandosi anche uno svelto manuale di trucco e parrucco.

Ilaria Perfetti in un ritratto di Andrea Dugaria

Ilaria Perfetti in un ritratto di Andrea Dugaria

Libro da leggere, magari all’ombra di un cappellone, comodamente seduti su una sdraio con un Negroni a portata di mano. Magari ad Acapulco. Perché se dovete aspettare la stagione giusta alla Cano, fa in tempo a scriverne un altro!

Ilaria Perfetti è giornalista de La Voce e stasera 29 ottobre alle ore 20 presenterà il libro al Tre60wood in via Grazioli 4, a Mantova.

Condividi: facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedintumblrmailfacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedintumblrmail

L’art pour l’art, ovvero come acquisire strumenti per interpretare la pittura moderna

FraccariL’ART POUR L’ART

Come interpretare la pittura moderna

25 Novembre | 2 – 7 – 14 dicembre;  ore 17 / 18:30

A cura del prof. Claudio Fraccari

Le avanguardie storiche

Il corso indaga le principali linee di sviluppo della pittura moderna, a partire dai precursori di fine Ottocento per inoltrarsi poi nel Novecento. L’obiettivo è fornire una metodologia di analisi del prodotto artistico al tempo delle avanguardie, ossia al di fuori delle consuetudini fruitive e critiche impiegate per interpretare l’arte precedente.

Le quattro lezioni prevedono una ricca documentazione di opere; in coda a ciascuna lezione verranno inoltre citati video inerenti all’argomento.

PRIMA LEZIONE

  1. Implosione ed esplosione dell’Impressionismo.
  2. La linea espressionista

– I precursori: Van Gogh, Toulouse-Lautrec, Ensor, Munch.

– I Fauves: Matisse, Derain, Vlaminck.

Die Brücke: Kirchner, Schmidt-Rottluff, Nolde.

– La Secessione viennese: Klimt, Schiele, Kokoschka.

– Modigliani e Picasso a Parigi.

SECONDA LEZIONE

  1. La linea razionalista

– Il postulato di Cézanne.

Pointillisme (Seurat, Signac) e divisionismo (Previati, Segantini).

– Il Cubismo analitico e sintetico: Braque e Picasso, Gris e Léger.

– Il Futurismo: Balla, Boccioni, Carrà.

De Stijl e Mondrian.

– Malevic e il Suprematismo.

TERZA LEZIONE

  1. La linea realista

– La lezione di Courbet, Daumier, Degas.

– Dal gruppo Novecento a Strapaese.

– Dal realismo socialista al muralismo messicano: Rivera e Siqueiros.

  1. La linea simbolista e surreale

– Gauguin come ispiratore di Pont Aven e Nabis.

– La Metafisica italiana: Carrà, De Chirico, Savinio, Morandi.

– Il Surrealismo iconico: Magritte e Dalì.

– Il caso di Chagall.

QUARTA LEZIONE

  1. La linea astrattista

– Monet e le Ninfee.

– Der Blaue Reiter: Kandinsky e Klee.

– Il Surrealismo aniconico: Ernst e Mirò.

  1. La linea dell’oggettualità

– Il non-finito di Cézanne.

– Il collage cubista.

– Il Dadaismo: Duchamp, Ray, Schwitters.

Da 8 a 15 persone 80 euro cad.

Iscrizioni entro 9 novembre – scrivendo a hg1stile@gmail.com, Tel. 339 5836540

Clicca per vedere lo slideshow.

Condividi: facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedintumblrmailfacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedintumblrmail