Mela

Mela, frutto proibito, pomo della discordia, premio per la più bella, simbolo di città e tecnologia…La mia metà della mela che vado cercando dai tempi di Platone…

A New York nel 2012 Alessia De Montis si interroga e, senza ancora saperlo, prepara la mostra ‘To be apple or not to be apple’. Sono video, installazioni, fotografie utili a fissare una riflessione.

To be apple or not to be apple, Alessia De Montis, installazione

                                      To be apple or not to be apple, Alessia De Montis, installazione

Da un video che coglie l’attimo in cui le mele sono tagliate una dopo l’altra con un colpo secco d’accetta e rotolano, divise, un pezzo da una parte e uno dall’altra, prende forma una grande installazione costituita da 61 fotografie di vario formato, anche molto piccole. Sono i ferma-immagine del video: asettiche, chirurgiche, come lo fu il fulmine di Zeus a dividere in due persone distinte gli ermafroditi di plutoniana memoria. Foto in bianco e nero, coerentemente.

copyrights Alessia De Montis

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Ma il progetto va oltre per far entrare in scena la manipolazione della creta: come il vasaio biblico (Geremia 18) l’artista crea una nuova mezza mela che ricongiunge a quella tagliata. Ed ecco l’apparenza di un’unità ricreata, apparenza si badi poiché il finale smaschera l’impossibilità di un atto tanto perfetto. Un ultimo video mostra la cottura delle due mezze mele, di creta e di polpa, smascherando l’inganno e…la realtà della vita.

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Presso 1 Stile la mostra della brava artista toscana sarà ospitata fino al 20 giugno.

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