SEGNI E DISEGNI

ritratto con aureola
ritratto con aureola

 

 

Segni e disegni. Come l’arte mimica non ha bisogno della parola per comunicare allo spettatore un’azione o un sentimento, così accade per le piccole opere preziose di Laura Cadelo Bertrand. Allieva a Parigi del grande mimo Marcel Marceau questa signora minuta, dai lineamenti delicati, si muove con eleganza e comunica con l’osservatore già nei gesti, soprattutto con la mobilità dello sguardo.

Laura Cadelo_Invito a cena dal ragnoweb
Invito a cena dal ragno

Si diceva dell’inutilità delle parole. Spesso abusate, esse perdono la forza che solo il silenzio e la fantasia imprime loro. In un ninnolo intessuto di fili metallici riconosciamo sempre una storia, Laura non ha bisogno di materiali preziosi per esprimere preziosità. È il nostro sguardo a farlo.

Altrettanto importante è il ruolo dello spettatore davanti alle opere di Alceo Poltronieri. Ché ci deve mettere del suo, andare oltre il visibile, oltre l’apparenza delle forme riconoscibili e del colore accattivante. Deve integrare la storia con la propria. E non importa se a parlare affiora la vita vissuta, quella desiderata o il sogno. A ognuno questa forma d’arte – che del termine naif conserva solo la freschezza, la ricchezza- suggerisce un pensiero diverso perché ti pone delle domande.

fra le colonne
fra le colonne

Strettamente connesse al proprio modo di interpretare la realtà. Poetico, malinconico, ironico, colto:
Alceo Poltronieri non si lascia etichettare. E in questo mostra grande rispetto per noi e la nostra libertà.

Ho conosciuto il pittore solo attraverso il filtro di ricordi altrui e questo è un bene poiché non influenza la mia percezione della sua opera. Ma è altrettanto vero che osservare Laura mentre trasforma un pensiero in una realtà da indossare è un procedimento che sta all’alchimia come quella alla fantasia. In questa mostra prende vita uno strano matrimonio che affianca  bijoux che per una volta non lasciano nulla all’immaginazione con immagini così vere che paiono uscite da un sogno. Oppure chissà…

la coppa
la coppa
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La bellezza imperfetta

Ali, 2015

Ali, 2015

Per conoscere Antonella Gandini basterebbe varcare la porta della sua casa e del suo studio, che sono contigui, ma distinti. E poi osservarla con attenzione perché è una di quelle persone che sa parlare col corpo, con la gestualità, con lo sguardo.

“ I commensali”, 2015

“ I commensali”, 2015

Ma, si diceva, degli spazi in cui vive e lavora, apparentemente molto diversi: ricco di stratificazioni il primo ti accoglie con un’atmosfera ‘imperfetta’ e vera, ricca di calore e suggestioni; lo studio ti ‘indica la via’, ti comunica professionalità, ordine, luce, tanta luce per lavorare e per guardare.

“la prova del budino sta nel mangiarlo “2014

“la prova del budino sta nel mangiarlo “2014

Tutto attorno Antonella ha scelto di vivere a contatto visivo con la natura, perché da essa attinge costantemente senso. Sempre in bilico tra realtà ed immaginazione, ci attrae nel suo mondo di immagini e lo fa servendosi del suo lavoro di artista.

Antonella ricerca la bellezza, nella sua accezione di armonia, ma va oltre il ’realismo’ dell’immagine prodotta – sia essa dipinto, fotografia, installazione, grafica, video o altro- nella consapevolezza dell’imperfezione insita in ogni cosa. Ciò che le interessa è stimolare con le sue opere la nostra immaginazione per far si che ci comunichino emozioni. E allora di fronte all’immagine di un corpo che diviene paesaggio non sarà importante chiedermi cosa rappresenta, ma domandarmi ed ascoltare che cosa sto provando. La bellezza è negli occhi di chi guarda.

Se riusciamo a superare l’ansia di ‘riconoscere’, dare un nome a ciò che vediamo, accantoniamo il nostro bisogno di sicurezze per far posto all’emozione che solo l’ignoto, lo sconosciuto evoca.

La bellezza imperfetta, 2014

La bellezza imperfetta, 2014

Per la mostra “ La bellezza imperfetta “ l’artista propone oggetti e immagini che evocano le ritualità ad esse connesse, funzioni vitali come l’alimentazione e la sessualità. Nelle salette della home gallery 1 Stile ancora una volta si rinnova la ‘magia’ di ambientare le opere in uno spazio intimo e raccolto, luogo ideale per l’incontro con l’arte attraverso il dialogo con se stessi.

locandina

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