ATLAS ITALIAE

19 marzo ore 17.30

presentazione del libro fotografico

ATLAS ITALIAE

di Silvia Camporesi

silvia camporesi, atlas italiaeSilvia Camporesi ha esplorato nell’arco di un anno e mezzo tutte le regioni italiane alla ricerca di paesi ed edifici abbandonati. Atlas Italiae (editore Peliti Associati) è il risultato di questa raccolta di immagini, una mappa ideale dell’Italia che sta svanendo. Il libro si presenta come una collezione poetica di luoghi, fondata sulla ricerca di frammenti di memoria.

Borghi disabitati da decenni che sembrano non esistere nemmeno sulle cartine geografiche, architetture fatiscenti divorate dalla vegetazione selvaggia, archeologie industriali preda dell’oblio, ex-colonie balneari decadenti che paiono imbalsamate nel tempo del “non più”. Nelle immagini dell’artista il velo dell’anonimato e del silenzio visivo si apre svelando l’anima di luoghi congelati nelle nebbie dell’amnesia generale. Qui lo sguardo di Silvia Camporesi va oltre la pura registrazione di uno stato della realtà, è indirizzato sia a cogliere la tensione silenziosa di un’Italia degli estremi sia a rivelare per la prima volta qualità liminari, inespresse, portatrici di un mistero e di un incanto.

L’autrice ne parla con Mara Pasetti.

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Biennale di Venezia. Arte in un mondo globale

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L’appuntamento con la Biennale di Venezia è sempre un appuntamento emozionante. Per questa 56 esima Esposizione Internazionale d’Arte, si è pensato di far parlare tutte le lingue dell’arte e del mondo per riflettere sulla storia presente. Non solo espressione di artisti provenienti da ‘paesi forti’, per volontà del direttore artistico Okwui Enwezor che ha messo il focus sul rapporto tra le arti e la realtà di un mondo globalizzato. 89 sono le nazioni partecipanti con decine di eventi e mostre collaterali. Impossibile vedere tutto in un giorno.

pavillon suisse pamela rosenkranz,our product

Padiglione CecoSlovacco,Jirí David

La mia passeggiata comincia ai Giardini ed ho apprezzato particolarmente i Padiglioni Svizzero,
CecoSlovacco, Russo, la poetica installazione del Giappone e la forza di quella di Fiona Hall per l’Australia, la tecnologia coreana, l’ironia inglese di Sarah Lucas, il teatro all’aria aperta del francese Boursier- Mougenot.

 japan pavillon,Chiharu Shiota

Padiglione Australia, Fiona Hall

Padiglione Corea , Moon Kyungwon & Jeon Joonho

 Padiglione Francia, Boursier- Mougenot

British pavilion, Sarah Lucas

All’Arsenale scelgo le tele monumentali di Georg Baselitz, la meravigliosa installazione di sacchi di juta realizzata dal giovane artista ghanese Ibrahim Mahama e quelle molto suggestive della turca Kutlug Ataman con diecimila ritratti su micro pannelli a cristalli liquidi e dell’artista tedesca Katharina Grosse che espone  frammenti di meteoriti, detriti e stracci coloratissimi.

Georg Baselitz

Ibrahim Mahama

Kutlug Ataman

Katharina Grosse

Un discorso a parte secondo me merita il Padiglione Italia con Vanessa Beecroft che fonde aspetti della classicità con citazioni da Duchamp; con l’installazione ‘della memoria’ di Marzia Migliora che riproduce plasticamente una vecchia foto ritrovata; i cappotti scuri di Kounellis esposti su freddi binari; l’evanescenza dell’immagine proposta da Francesco Barocco; la versione contemporanea di statua equestre di Alis/Filliol e l’interpretazione di Giuseppe Caccavale del Codice Vallardi di Pisanello. Sono solo alcune opere, ma la biennale richiede tempo e sguardo. Fino al 22 novembre!

Katharina Grosse
Marzia Migliora
Alis-Filliol
Jannis Kounellis
Giuseppe Caccavale

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Quando il dettaglio più prezioso è un cuore generoso

A Bologna vive una giovane donna che, in una casa rossa sotto ai portici del centro, coltiva nel suo laboratorio il sogno di creare bijoux sorprendenti. Si chiama Barbara Del Rio.

Rachele indossa la paroure 'People at the Blue Lake '

Rachele indossa la paroure ‘People at the Blue Lake ‘

Su una struttura essenziale dà vita a forme e colori ispirati ad opere di artisti più o meno celebri. Dettagli preziosi vengono analizzati, rivisitati, portati all’attenzione. Su collane e orecchini rivestiti di stoffe seriche- che sono dappertutto, sparse anche dove lo sguardo non arriva- lei dipinge, stratifica, ricama… Il tempo non la sfiora, ché si fa buio e lei non se ne accorge.

Per il mese della prevenzione, per Mantova, città che ama (perché i simili si attraggono e lei è bella!), Barbara ha pensato al tema della Madre nell’arte. Ha osservato molti dipinti e, al loro interno, selezionato gli aspetti più solari e positivi, schivando l’insidia della sofferenza là dove si affacciava! Perché questa giovane donna sta combattendo una battaglia in una guerra che non le appartiene e le sue ‘creature’ hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo e hanno già vinto per lei!

 

Lo shooting fotografico alla Corte Mainolda

Lo shooting fotografico alla Corte Mainolda

Prevenire, si diceva, grazie alla ricerca, oggi è spesso possibile, ma c’è ancora tanta strada da fare e siamo tutti chiamati a dare una mano perché l’informazione può circolare in tanti modi: anche attraverso un monile che di prezioso ha soprattutto l’affinità con chi l’ha creato.

Per tutto ottobre, mese internazionale della prevenzione, sarà possibile ammirare e acquisire i Bijoux di Barbara Del Rio in 10 negozi del centro storico di Mantova.

Giulia e Rachele con 'La Speranza II'

Giulia e Rachele con ‘La Speranza II’

L’iniziativa, in collaborazione con la Fondazione Umberto Veronesi cui sarà devoluto il ricavato per finanziare la ricerca, vede in campo il Comitato Meglio Mantova per l’ospitalità alla mostra diffusa ‘Dettagli preziosi’ e la Galleria 1 Stile per gli aspetti organizzativi.

Giulia indossa la paroure 'Mother and child'

Giulia indossa la paroure ‘Mother and child’

 

 

 

ELENCO NEGOZI ESPOSITORI

La Bottega di Cavicchioni e Natali via  P.F.Calvi 53

Profumeria Lara Piazza G. Marconi 24

Profumeria Lara Corso Umberto I,1

Profumeria Lara Corso Umberto I,79

Bernardelli Donna via Roma 20

Etré piazza G.Marconi 1

Nike Corso Umberto I,9

Vestire via F.Corridoni 23

Mollard Shoes via G.Verdi 35

Bottega Arte Bolognesi via Leon d’Oro 14

rachele_newSi ringraziano Giulia Prandi e Rachele Zanetti, le più giovani imprenditrici di MeglioMantova, testimonial di Barbara Del Rio Bijoux per la campagna di raccolta fondi per la ricerca.

INFO hg1stile@gmail.com m. 3395836540

 

 

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Un lusso necessario!

di Mara Pasetti

Agnolo Bronzino, Eleonora da Toledo De Medici col figlio, metà XVI sec.
Agnolo Bronzino, Eleonora da Toledo De Medici col figlio, metà XVI sec.

Alla domanda “A che serve un artista?” lo scultore César rispondeva “A niente, come i fiori”. Così è anche per il lusso. Superfluo ed essenziale!
Ora Palazzo della Ragione, da oggi al 26 aprile, gli apre le porte con la mostra Splendore ritrovato.La manifestazione, voluta da Riccardo Braglia, è sostenuta da Comune di Mantova, Corneliani, Invito a corte Italy e il curatore Fausto Fornasari racconta con entusiasmo di un progetto molto più ampio: questa è solo un’anteprima. Lo splendore di cui si parla è quello delle corti tra XV e XVII secolo, quando gli artisti ritraevano i principi con grande attenzione ai particolari del loro prezioso abbigliamento. E’ da qui che prende le mosse un rigoroso studio filologico: l’opera antica viene studiata fino a poter riprodurre il disegno del tessuto. Artisti come Pisanello, Bronzino, Tiziano hanno fornito la…materia

La mostra Splendore Ritrovato, particolari
La mostra Splendore Ritrovato, particolari

prima. Telai costruiti ad hoc hanno permesso la produzione di stoffe di cui si era perso il procedimento artigianale. Elaborati complessi, lunghi e dunque costosissimi resi possibili dal mecenatismo di aziende tessili di Milano e Como che hanno creduto in questo progetto. E che non si parli di costumi ché sarebbe improprio: frutto di molte competenze diverse il risultato da oggi è offerto ai nostri occhi in un’ambientazione sofisticata che restituisce l’impressione di trovarsi alla mensa del principe allestita con tovaglie sontuose intessute in filo grosso d’oro sullo sfondo di altrettanto splendide spalere.

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MeglioMantova, una storia d’amore

Meglio Mantova nasce dall’amore.

Logo
Logo

La primavera di quest’anno volgeva all’estate e sei persone riunite attorno a un tavolo dell’Aquila Nigra ricordavano come un po’ di anni fa confluissero a Mantova moltissime persone dalle città vicine per le “vasche” del sabato pomeriggio. Verona, Brescia, Cremona e anche Milano inviavano delegazioni di cittadini entusiasti dell’atmosfera elegante che si respirava qui. E dopo lo shopping e la visita ai musei si riempivano ristoranti e trattorie, richiamo di una cucina che offriva certezza di qualità.

Da questa nostalgia per un passato brillante e dalla voglia di “ riportare” Mantova in Lombardia grazie all’Esposizione Universale del 2015, prendeva forma l’idea di riunire in un Comitato alcune categorie commerciali da sempre vocate al turismo: arte, artigianato, cucina, moda, ospitalità, vino e cibo. Riunione dopo riunione, idea dopo idea, in sei mesi nasceva, il 19 dicembre, MeglioMantova.

La presentazione di MeglioMantova (credit Foto 2000 di Barlera)
La presentazione di MeglioMantova (credit Foto 2000 di Barlera)

Oggi, ventotto aziende e le persone che le compongono, condividono  un ideale: riaccendere le vetrine del centro storico e vedere gente nuova a passeggio per le strade di una delle città più belle d’Italia, a volerci limitare. Rianimare un territorio non sarà impresa facile né breve, ma, si sa, l’unione fa la forza e l’entusiasmo determina una spinta fortissima. Perché noi ci crediamo e vogliamo investire in questo sogno una moneta immateriale: la forza delle nostre competenze e dell’amicizia che ci lega!

Un primo segnale è venuto dal progetto Mercanti per Mantova dal XII secolo ad oggi, raccolta fondi promossa dal Comitato in sinergia con altre sensibili realtà associative mantovane, per permettere all’Archivio di Stato di Mantova di acquisire cinque preziose lettere mercantili rinvenute integre nell’intercapedine di un muro nel cuore medioevale della città.

Altri progetti verranno, scavalcando vecchie logiche provinciali di chiusura, puntando sempre all’eccellenza, alla correttezza ed aprendo le braccia a chi, come noi, crede che ci sia un patrimonio di bellezza artistica e paesaggistica, tradizione di ospitalità e cucina da mostrare con orgoglio al mondo: Meglio Mantova appunto!

www.megliomantova.com

 

 

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Stefania Pennacchio, scultrice contemporanea con uno sguardo antico.

 

Concludo il mio viaggio in terra calabra con la partecipazione, il 9 di agosto, al vernissage della mostra “TerraOmnia-Le vie sacre dell’acqua”, la nuova personale della scultrice Stefania Pennacchio a cura di Philippe Daverio, nell’allestimento dell’art projects Federica Morandi.

Il vernissage della mostra
Il vernissage della mostra

La mostra, ospitata negli spazi del Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria, si protrarrà fino al 6 settembre 2014                                            ( http://www.archeocalabria.beniculturali.it/, dal lunedì alla domenica dalle ore 9 alle 20 ad ingresso gratuito)  e nasce da un’idea di Philippe Daverio sviluppata presso la facoltà di Architettura dell’Università di Palermo, dove insegna. Egli osserva che il Meridione ha la più alta concentrazione di beni culturali del Mediterraneo. Da qui lo slogan coniato con i suoi studenti: invece di parlare di terronia, si parli di TerraOmnia, ovvero terra di tutti.

Sculture e installazioni di Stefania Pennacchio
Sculture e installazioni di Stefania Pennacchio

 

 

 

 

 

 

Il progetto dunque vuole valorizzare il patrimonio artistico, coltivare le eccellenze, promuovere i talentuosi artisti del Sud. E Stefania Pennacchio, seppur residente da anni a Milano dove opera, è una figlia del sud, dove ha compiuto la sua formazione professionale e dove torna periodicamente per mettere il suo spirito creativo in contatto con gli elementi simbolici arcaici della sua terra che nutrono la sua ispirazione.

 

Stefania Pennacchio presenta la performance teatrale,in primo piano Federica Morandi
Stefania Pennacchio presenta la performance teatrale, in primo piano Federica Morandi

 

 

La memoria della cultura magnogreca  è racchiusa nelle sculture e installazioni selezionate per questa coinvolgente mostra che rievoca le vie del mare in cui  le antiche civiltà si sono incontrate. Cultura che esalta la figura femminile, i bagni rituali che rappresentavano nei ninfei il rito di passaggio dalla fanciullezza all’età fertile.

Scultura in ceramica e metallo
Scultura in ceramica e metallo

 

 

 

 

La ricerca di Stefania Pennacchio si avvale di approfondimenti culturali, ma anche di materie rigorosamente locali: la terra creta che utilizza porta in sé la memoria di un passato antichissimo, che la maestria delle sue mani plasmano e l’acqua e il fuoco trasformano per dare forma estetica moderna ad un sentire antico. Come direbbe il suo mentore Philippe Daverio : per vedere ciò che è sotto i nostri occhi dobbiamo guardare lontano!

 

La proiezione del video
La proiezione del video

 

 

 

 

 

Durante il vernissage, curato da Federica Morandi, il pubblico ha potuto assistere anche alla proiezione di un video dal titolo “Dono è il mio nome”e ad una suggestiva performance teatrale, Arché e logos: sinestesia indotta su testi di Stefania Pennacchio e Carla Sanguineti.

 

L'emozione del teatro greco
L’emozione del teatro greco

 

Le attrici Renata Falcone, Maria Marino e Maria Gurnari, accompagnate da Alessia Leuzzo alle percussioni e Natale Vadalà al flauto e clarinetto, hanno saputo ricreare le atmosfere del teatro antico e per qualche momento ci siamo sentiti trascinare indietro nel tempo: a pochi metri da noi i Bronzi di Riace

 

www.1stile.com

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Candida Hofer e Marta Primavera a Mantova

il catalogo della mostra
il catalogo della mostra

Due mostre fotografiche in maggio dialogheranno a distanza tra loro confrontandosi sul medesimo tema : “Mantova” di Candida Hofer in corso a Palazzo Te fino al 1 giugno e “Progetti di verosimiglianza ed altre fantasticherie” di Marta Primavera che sarà allestita  dall’8 al 24 maggio alla Home Gallery 1 Stile in via Calvi 51  con il patrocinio del Comune di Mantova e del Ministero per i Beni Culturali Archivio di Stato di Mantova.

Candida Hofer a Palazzo Te
Candida Hofer a Palazzo Te

Due fotografe, due anime, che più diverse non si potrebbe, per una stessa città: rigore scientifico e fantasia, interni ed esterni, vuoto e pieno, tempo eterno e passaggio del testimone tra passato e presente. Per il pubblico, dunque, un’occasione per mettere a confronto stili e linguaggi artistici differenti. Soprattutto questa esperienza  collaborativa tra pubblico e privato contribuisce a rafforzare l’idea del museo diffuso  nella città, rendendo possibili approfondimenti culturali stimolati da esperienze analoghe per genere artistico, ma differenti per tecnica e approccio. Anche così si contribuisce a ravvivare la vita culturale di una città.

Già nella scelta del titolo, le due artiste mostrano il loro carattere: l’una sobriamente concentrata sul tema della propria indagine, l’altra più propensa a lasciarsi ispirare dalle                                                                                              atmosfere, passate e presenti.

La fotografa tedesca, apprezzata in tutto il mondo, si  concentra da anni sulla resa perfetta di ambienti di rilevanza storica e artistica, con una predilezione per teatri e biblioteche. La Hofer consacra nello scatto, a lungo meditato e ricercato  un tempo indefinito e sospeso, una luce adamantina in cui la presenza umana creerebbe un disturbo. Fuori dai suoi spazi ritratti vi è il mondo delle stagioni e delle attività umane, dentro la fotografia quello ideale della contemplazione della perfezione estetica. Per la mostra di Palazzo Te Candida Hofer ha scelto otto fotografie inedite di grande formato in cui ogni dettaglio è così vivido da produrre l’impressione di essere entrati nell’ambiente ritratto.

Marta Primavera, Palazzo Te, fotocollage
Marta Primavera, Palazzo Te, fotocollage

La giovane fotografa italiana Marta Primavera, che vive e lavora a Londra, da alcuni anni ha messo a punto uno stile basato sulla ricerca e la postproduzione. Per i suoi photocollages – aggiunge Pasetti – predilige la veduta di paesaggio rappresentata in affreschi, dipinti o incisioni antiche: una quinta teatrale sul cui sfondo mettere in scena la vita moderna. E anche se stessa. Dopo un lavoro di documentazione sugli eventi storici accaduti in quei luoghi, Marta Primavera li reinterpreta affiancando personaggi attuali a quelli antichi e mescolando aspetti tipici dell’oggi con costumi desueti, elementi di arredo urbano contemporaneo a costruzioni modificate o cancellate dal tempo. E’ un tributo alla memoria, un confrontarsi con la storia “come una bambina che prova a camminare con le scarpe della mamma”. Per la mostra mantovana, l’artista, coadiuvata da Daniele De Luigi, ha scelto di esporre, a fianco di due serie di poetici photocollages ambientati a Londra e in Umbria, sei fotografie inedite basate su vedute di Mantova disegnate da Filippo Luigi Montini e incise da Lanfranco Puzzi nella prima metà dell’800.                                                                                                                    Mara Pasetti

La locandina della mostra
La locandina della mostra

 

www.1stile.com

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Cappotto d’autore

 

 

Invito mostra_Chilometri di cuciture_Pietro Saporito copia

 

Ho conosciuto un artista. Ho conosciuto un artista che é anche un filosofo. Ho conosciuto un artista che é anche un filosofo che al posto del pennello o della penna usa le forbici. La sua immaginazione crea disegni nella mente. Le sue mani carezzano stoffe preziose prima di sacrificarle. Solo le più belle, le più luminose, le più calde saranno selezionate per questo rito di passaggio. Già altro da sé nella fantasia del creatore, velluto, seta e cashmere abbandonano il loro superbo individualismo. Sarà la relazione a renderle feconde. Solo l’intreccio di orditi, consistenze, colori, pieghe, simboli diversi dà vita all’opera nuova.

Pietro infine é esausto. Posa ago e filo e a lungo osserva l’opera delle sue mani. Non sa se sia giorno o notte, non ricorda da quanto tempo non mangia o dorme. Ora il suo duende tace. Il nuovo cappotto é pronto ad accogliere il corpo per cui è stato creato.
L’uomo lo guarda e sa che non é più una cosa sua e che un sentimento geloso riaffiorerà prima o poi. Se quel corpo non ne sarà degno Pietro Saporito ne soffrirà. A volte se lo riprende quel cappotto. Che non subisce le mode, che non teme l’usura, ma che anzi pare arricchirsi delle esperienze di chi lo porta con sé.

Ho conosciuto un artista. che è anche un filosofo e non guarderò più un cappotto d’autore con gli stessi occhi.

 Mara Pasetti

All’interno della rassegna Rimini. Risvolti dell’Abito

 Presso FAR – Fabbrica Arte Rimini, 11 ottobre – 1 dicembre 2013

è visibile la mostra dedicata a Pietro Saporito dal titolo “ Chilometri di cuciture”

 

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