Isabella d’Este Gonzaga, ritratto di collezionista.

di Mara Pasetti

Presunto busto di Isabella d'Este attr. a Gian Cristoforo Romano, Lugano, coll. Thyssen-Bornemisza
Presunto busto di Isabella d’Este attr. a Gian Cristoforo Romano, Lugano, coll. Thyssen-Bornemisza

Dall’incontro tra una giovane casa editrice mantovana IL RIO e un noto critico d’arte Riccardo Braglia nasce un piccolo libro dedicato al collezionismo di Isabella d’Este. Libro arguto, senza piaggeria, che rende in modo esaustivo un’epoca, un ambiente cortigiano e, soprattutto, il ritratto di una donna eccezionale nel bene e nel male.

copertina del libro
copertina del libro

Isabella d’Este ( 1474-1539 ) in  “ La grotta delle meraviglie” è descritta mirabilmente nei suoi rapporti con artisti ed antiquari cui chiedeva continuamente opere da aggiungere alla sua straordinaria collezione di antichità.

Faustina Seniore, II sec. d.C, Mantova, Palazzo Ducale
Faustina Seniore, II sec. d.C, Mantova, Palazzo Ducale

Anticipatrice di mode, non si faceva scrupolo di imporre ai migliori artisti dell’epoca (Lorenzo Costa il vecchio, Pietro Perugino, Andrea Mantegna, Antonio Allegri) lunghe e dettagliate indicazioni che a volte la rendevano francamente fastidiosa. Il risultato comunque fu un insieme di stanze in Corte Vecchia di Palazzo Ducale e una raccolta di dipinti e objets de vertu  da far invidia a principi ben più blasonati di lei che dovette sopperire alle limitate disponibilità auree con il fiuto infallibile e una incredibile tenacia.

Lorenzo Leombruno, Sala della Scalcheria, appartamento Corte Vecchia di Palazzo Ducale, Mantova
Lorenzo Leombruno, Sala della Scalcheria, appartamento Corte Vecchia di Palazzo Ducale, Mantova

 

 

Braglia rievoca con abilità episodi, umori, ritratti che delineano la corte di una principessa che precorse i tempi aprendo al grande collezionismo rinascimentale ché “ lo insaciabile desiderio de cose antique” la porterà ad essere unanimemente riconosciuta, in questo campo e non solo, come la primadonna del Rinascimento europeo.

 

Apparati al libro, per nulla scontati, sono l’inventario del notaio Stivini delle collezioni della marchesa redatto nel 1542 e un utile glossario delle voci desuete o dialettali che lo compongono.

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