Ornarsi di capolavori, con Barbara Del Rio

di Mara Pasetti

Barbara Del Rio non ha mai avuto dubbi sulla sua vocazione professionale e, coerentemente, ha scelto un percorso lineare, negli studi e nella formazione pratica. Affascinata dalle opere di arte orafa, ha eletto Firenze per il suo percorso nel design della moda.

paroure del Seminatore
paroure del Seminatore

 

 

 

Come un’ape operosa, la giovane creativa bolognese formula progetti osservando le opere di grandi artisti, prende appunti con schizzi veloci e poi passa in rassegna le stoffe, i colori, le gemme, fino a quando non è soddisfatta del risultato dei suoi esperimenti visivi.

 

Collana dei Girasoli
Collana dei Girasoli

Per la mostra In painting ha saputo interpretare Van Gogh col cuore, Chagall con la sua parte bambina, Mirò con lo studio del colore. Con lei ho visitato musei e collezioni e mi ha colpito la sua capacità di attenzione: il suo sguardo è in grado di catturare i particolari più minuti e di ritrovarli poi in un tratto, una sfumatura, un materiale o un accostamento.

 

collana de L'acrobata
ispirata a L’acrobata di Chagall

Ecco un sole prendere forma da una seta irraggiata di schegge di vetro ricamato che ci parla di un tramonto su un campo seminato d’autunno; una notte stellata che si snoda in un plissé dipinto nelle sfumature di un blu profondo percorso da lucenti ricami. Nelle sue creazioni sono i particolari di un’opera di solito trascurati che conquistano la scena da protagonisti.

 

La stoffa viene lavorata, ricamata, decorata o dipinta come una miniatura con piccoli, sapienti, pazienti gesti che hanno il sapore delle cose antiche. E sorprende la capacità di tradurre le emozioni dell’artista in un elemento destinato all’ornamento femminile: così fragile, eppure veicolo di un messaggio profondo.

collana della Notte stellata
collana della Notte stellata di Van Gogh

 

I bijoux di Barbara sono in edizione limitata perché una creazione manuale non è mai perfettamente riproducibile. Soprattutto non lo è il sentimento di meraviglia che genera. La donna che li indossa è attenta alle cose e non va di corsa. Sa assaporare un buon vino e restare rapita da un tramonto. Ama perdersi tra le calli più strette di Venezia e cercare nei ricordi l’impronta di un odore amato. Si addormenta tra lenzuola pastello e raccoglie i gatti soli. E quelle che non si riconoscono in questa creatura romantica? Beh, Barbara Del Rio ha ventotto anni ed ha appena cominciato a sorprenderci!

ispirata all'uccello meraviglioso di Mirò
ispirata all’uccello meraviglioso di Mirò

www.1stile.com

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Nobiltà dell’abito, nobiltà dell’autrice

Principessa Bibesco

NOBILTA’ DELL’ABITO

Sellerio editore Palermo, 2005

 

copertina libro
copertina libro

Un vero gioiellino questo piccolo libro!

Ho scoperto casualmente questa autrice, Marthe Bibesco (1888-1973), principessa rumena trasferitasi a Parigi dove scrisse per Vogue nel 1927 i diciotto ritratti di persone che si muovevano, a vario titolo, nel mondo della moda d’allora.

Di lei, a ragione, Proust scrisse “Principessa siete una scrittrice perfetta, in voi convivono tanti artisti riuniti: uno scrittore, un profumiere,un decoratore, un musicista,uno scultore, un poeta”. Dalle pagine di questa raccolta di articoli escono personaggi più o meno famosi, ma tutti ugualmente tratteggiati con acutezza psicologica, ironia e perizia descrittiva: dalla modista alla grande stilista, dalla signora che sfoggia un gusto sicuro a quella che usa la moda per tenere legato a sé un marito annoiato. E sempre in una prosa elegante, ritratto di un’epoca che mi fa desiderare di leggere altri libri della sua vasta produzione, Il pappagallo verde, Gli otto paradisi, Al ballo con Marcel Proust…                   

 Mara Pasetti

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Cappotto d’autore

 

 

Invito mostra_Chilometri di cuciture_Pietro Saporito copia

 

Ho conosciuto un artista. Ho conosciuto un artista che é anche un filosofo. Ho conosciuto un artista che é anche un filosofo che al posto del pennello o della penna usa le forbici. La sua immaginazione crea disegni nella mente. Le sue mani carezzano stoffe preziose prima di sacrificarle. Solo le più belle, le più luminose, le più calde saranno selezionate per questo rito di passaggio. Già altro da sé nella fantasia del creatore, velluto, seta e cashmere abbandonano il loro superbo individualismo. Sarà la relazione a renderle feconde. Solo l’intreccio di orditi, consistenze, colori, pieghe, simboli diversi dà vita all’opera nuova.

Pietro infine é esausto. Posa ago e filo e a lungo osserva l’opera delle sue mani. Non sa se sia giorno o notte, non ricorda da quanto tempo non mangia o dorme. Ora il suo duende tace. Il nuovo cappotto é pronto ad accogliere il corpo per cui è stato creato.
L’uomo lo guarda e sa che non é più una cosa sua e che un sentimento geloso riaffiorerà prima o poi. Se quel corpo non ne sarà degno Pietro Saporito ne soffrirà. A volte se lo riprende quel cappotto. Che non subisce le mode, che non teme l’usura, ma che anzi pare arricchirsi delle esperienze di chi lo porta con sé.

Ho conosciuto un artista. che è anche un filosofo e non guarderò più un cappotto d’autore con gli stessi occhi.

 Mara Pasetti

All’interno della rassegna Rimini. Risvolti dell’Abito

 Presso FAR – Fabbrica Arte Rimini, 11 ottobre – 1 dicembre 2013

è visibile la mostra dedicata a Pietro Saporito dal titolo “ Chilometri di cuciture”

 

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