Da Caravaggio a Mustafa Sabbagh passando per Vittorio Sgarbi

di Mara Pasetti

Il punto di vista del cavallo: solo a Vittorio Sgarbi poteva venire in mente di rovesciare la prospettiva attraverso un titolo. Perché? Suppongo per la sua capacità empatica di immedesimarsi nell’artista. In questo caso parliamo di Michelangelo Merisi, più noto come Caravaggio, dal toponimo di nascita. Un gigante. Per la forza rivoluzionaria della sua pittura, per la continua ricerca di inedito, per una visione della realtà più vera del vero. Sono molti gli aspetti che apparentano critico e criticato, se così si può dire, ché Sgarbi mostra di amare incondizionatamente il Merisi.

Copertina del libro
Copertina del libro

In cui si specchia, come lui consapevole di se stesso, contro tutti, sperimentatore, sensibile alla bellezza tanto da trasformare anche gli aspetti sgradevoli della realtà in icone estetiche, imitato e invidiato, in una parola vitale. E’ un libriccino che ha il formato dei libri d’ore, ne ha la preziosità nella scelta delle immagini, della carta, delle parole.

Avevo ascoltato recentemente Vittorio Sgarbi a Mantova a Palazzo della Ragione e l’ho ritrovato in queste pagine: concreto e visionario come sono tutti i padani!

Lo spazio Bernardelli a Mantova
Lo spazio Bernardelli a Mantova

Non è certo tale, anche se ha scelto di vivere a Ferrara, un celebre e geniale fotografo di cui ho visitato di recente la mostra in un luogo dismesso e affascinante nel cuore di Mantova: Mustafa Sabbagh. La tentazione di accostarlo a Caravaggio è forte: d’altra parte dell’artista si dice che avesse uno sguardo “fotografico”! Invece gli scuri di Sabbagh hanno qualcosa di pittorico, le luci, artificiali, perdono la morbida naturalezza dei dipinti lombardi per essere testimoni del loro tempo. Operazione concettuale, impossibile da immaginare senza la rivoluzione operata secoli prima sull’osservazione della realtà da Caravaggio. E’ la dimostrazione che a salire sulle spalle di un gigante si vede lontano!

Hyperesthesia, la mostra
Hyperesthesia, la mostra

www.1stile.com

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CAMERA WORK

Alfred Stieglitz

CAMERA WORK, the Complete Photographs

Ed. Taschen, 2013

 

copertina
copertina

Questo bellissimo libro potrà interessare agli appassionati di fotografia. Alfred Stieglitz (1864-1946) era uno scrittore, editore e conservatore con una visione della fotografia in anticipo sui suoi tempi.

Fondatore della Photo-Secession negli Stati Uniti all’inizio del ‘900,per oltre trent’anni fotografo di grande talento egli stesso, fu un genio indipendente che riuscì a cambiare per sempre la percezione della fotografia imponendola alla ribalta internazionale come una forma d’arte, sdoganandola dalla posizione di marginalità che aveva mantenuto per tutto il XIX secolo.

Stieglitz iniziò a pubblicare nel 1903 Camera Work, una rivista periodicaall’avanguardia che promuoveva con immagini e testi le idee della Photo-Secession,puntando più sull’aspetto visivo che su quello tecnico. Le fotografie che illustrano questo volume ( dalla fine dell’800 al primo ventennio del ‘900) rappresentano la collezione completa pubblicata in 50 numeri della rivista e rappresentano un documento straordinario e imperdibile.

 Mara Pasetti

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