Camporesi come Atlante

19 marzo ore 17.30

presentazione del libro fotografico

ATLAS ITALIAE

di Silvia Camporesi

fotografia di Silvia Camporesi

I bambini sanno che non si fotografa con una macchina fotografica: quando mimano l’atto di scattare con le mani davanti agli occhi, loro lo sanno. E ci sarà un giorno in cui, credo, non si userà più. Si continuerà a scattare con il cervello, con gli occhi, con l’immaginazione. Con la propria cultura ed esperienza!

Mi piace ricordare che anche Silvia Camporesi antepone il progetto allo scatto finale, anche se la sua maestria tecnica si spinge fino alla rielaborazione manuale della fotografia quando dipinge la stampa in bianco e nero con morbidi, polverosi, sfumati colori a pastello. Lei immagina e organizza il suo progetto molto prima che divenga realtà: anche questa è fotografia.

Per Atlas Italiae l’artista ha scelto una lingua antica, il tema del tempo è centrale in questo lavoro. E anche la simbologia ha un ruolo importante se ricordiamo che Atlante doveva sostenere la volta celeste e che così si chiama la prima vertebra della colonna vertebrale che ha il compito di sostenere la testa.

fotografia Camporesi

Dunque non una mappa dei luoghi abbandonati, disseminati ovunque in Italia, ma un sostegno ai luoghi e alla nostra memoria di essi. Che in questi poetici scatti rivivono, ritrovano la loro dignità anche in assenza dell’uomo. Abitati da una donna, un’artista che ricrea la realtà con un atto d’amore e di pazienza fino agli esiti finali. È la sua curiosità “bambina” a conferire presenza a luoghi che erano abbandonati e ora non lo sono più. Ridare bellezza alle cose scartate dona loro significato di testimonianza. Così tornano ad essere utili, artisticamente utili attraverso lo sguardo di Camporesi. Ecco la sua scoperta di un mondo che conserva l’impronta dell’umanità che pure non se ne cura più. Un passaggio di consegne che ha molto a che fare con l’inconscio e che per questo giustifica la fatica di un Atlante!                                                                                     Mara Pasetti

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ATLAS ITALIAE

19 marzo ore 17.30

presentazione del libro fotografico

ATLAS ITALIAE

di Silvia Camporesi

silvia camporesi, atlas italiaeSilvia Camporesi ha esplorato nell’arco di un anno e mezzo tutte le regioni italiane alla ricerca di paesi ed edifici abbandonati. Atlas Italiae (editore Peliti Associati) è il risultato di questa raccolta di immagini, una mappa ideale dell’Italia che sta svanendo. Il libro si presenta come una collezione poetica di luoghi, fondata sulla ricerca di frammenti di memoria.

Borghi disabitati da decenni che sembrano non esistere nemmeno sulle cartine geografiche, architetture fatiscenti divorate dalla vegetazione selvaggia, archeologie industriali preda dell’oblio, ex-colonie balneari decadenti che paiono imbalsamate nel tempo del “non più”. Nelle immagini dell’artista il velo dell’anonimato e del silenzio visivo si apre svelando l’anima di luoghi congelati nelle nebbie dell’amnesia generale. Qui lo sguardo di Silvia Camporesi va oltre la pura registrazione di uno stato della realtà, è indirizzato sia a cogliere la tensione silenziosa di un’Italia degli estremi sia a rivelare per la prima volta qualità liminari, inespresse, portatrici di un mistero e di un incanto.

L’autrice ne parla con Mara Pasetti.

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Silvia Camporesi: come nasce la fotografia d’autore

 

Silvia Camporesi
Silvia Camporesi

Nella tradizione babilonese Oannes, annunciatore della saggezza divina, in forma di pesce, usciva ogni giorno dal mare (come fa il sole) per elargire alle persone gli insegnamenti divini. In moltissime civiltà il pesce simbolizza trasformazione e rinascita!

Silvia Camporesi, segno dei Pesci, è senz’altro un’insegnante di valore poiché istruisce i suoi allievi alla creatività e trasmette loro competenze importanti.Il 31 gennaio e il 1 febbraio sarà a Mantova presso la home gallery 1 Stile per un corso di fotografia dal titolo FARE ARTE in cui verrà esplorata la molteplicità degli stimoli che porta ciascuno a scegliere i temi da sviluppare più vicini alla propria sensibilità. Questo approccio creativo poteva non interessare a questa galleria d’arte che pone sempre l’accento sull’unicità dello stile di ognuno?

kirigami ATLAS ITALIAE
kirigami ATLAS ITALIAE

Silvia esplora incessantemente nel suo lavoro le possibilità espressive di ogni fotografia convinta che possa contenere informazioni che travalicano il visibile. Così per esempio, aggiunge tridimensionalità all’opera per sottolineare particolari su cui vuole attirare la nostra attenzione. E per farlo si serve di una tecnica di taglio e piegatura della carta appresa in Giappone, il kirigami. Soprattutto se ne serve su soggetti fatiscenti, dove apparentemente non si svolge una storia. Negli ultimi anni la figura umana è scomparsa dai suoi lavori, sostituita dalle immagini di luoghi abbandonati . Stampate in bianco e nero, le fotografie vengono poi colorate a mano da Camporesi che in questo modo cerca di restituire simbolicamente ai luoghi l’identità persa con la vita che si è interrotta.

L’artista romagnola può vantare la partecipazione a mostre internazionali e molti premi importanti.

 

Planasia, silvia camporesi, 2014
Planasia, silvia camporesi, 2014

 

Con Planasia ha appena vinto, nell’edizione 2015 di ArteFiera a Bologna, il premio Rotary con la motivazione:“per il costante impegno nella ricerca di nuove forme di espressioni artistiche …”. Si può ben dire che Silvia esplora le possibilità della fotografia, che per lei è un punto di partenza , non di arrivo. E per farlo si avvale di viaggi, film, letture, mostre d’arte, visite a musei…La sua natura riflessiva, con gli studi di filosofia, si è arricchita di strumenti di elaborazione che la portano a guardare la realtà con occhio analitico, da ricercatrice. Un carattere malinconico, la raffinatezza estetizzante, la predilezione per tutto ciò che è vago e indistinto l’anno portata, nella sua già lunga carriera professionale, a produrre lavori anche molto diversi tra loro. Silvia racconta che per contenere la mole di idee che si affollano nella sua mente si impone di tenere in ordine quaderni di produzione che documentano il processo di nascita delle opere. Sono proprio questi piccoli “segreti” sulla progettazione artistica fotografica che la Camporesi condividerà con i suoi allievi durante il workshop a 1 Stile!

Per info e iscrizioni (ultimi posti disponibili) si veda http://www.1stile.com/ita/event.php?archive&cat=2

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